Biografia

Patrick Corrado artista e designer si è distinto per opere come "Noët à la modé" per Moët&Chandon, per Alessi, realizzando nel 2007 il manifesto per il workshop di Helsinki, Oslo, Stoccolma, per il lavoro "Coverartcollection" per l'hotel Principe di Savoia di Milano, per "Metamorfosi2" con cui è stato pubblicato dalla rivista internazionale Arte e per la collettiva “Parallel Worlds” a cura di Venezia Contemporanea, evento collaterale della 52° Biennale di Venezia, ha all’attivo esposizioni a Washington, Milano, Parigi e Mumbai. Le sue opere, oggi, fanno parte della collezione alla Ferrari Art Gallery di Vevey in Svizzera e sempre in Svizzera sono state esposte presso il Restaurant de l'Hotel de Ville, a Crissier, Losanna. “Paris Match” e “ST n°01”, invece, sono state selezionate dai curatori Kim Knoppers (Foam International Museum di Amsterdam) e Roobina Karode (Director Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi, India) nell’iniziativa “100 Days for 100 Curators” a cura della Saatchi Gallery di Londra. Inoltre, l’artista ha donato “Happiness”, una delle sue opere, all’Ospedale di Bergamo Papa Giovanni XXIII, nell’ambito del progetto d’arte pubblica “The Tube one” a sostegno della ricerca.

Testo Critico

a cura di Stefano Bianchi

Quella elaborata da Patrick Corrado non è una clonazione della Pop Art. Non è la riproposizione del già visto, ragionato, studiato. Per l’artista e designer bergamasco, rilanciare/rielaborare da zero tutto ciò che è Pop (in senso “popular”) significa anzitutto scomporre/destrutturare immagini fotografiche, segni, cromatismi e scritte che prima ostentavano la loro superficialità “glamour”, modaiola, cinematografica, fumettistica, musicale; quindi reinventare il tutto con l’ausilio del computer e tradurlo in un linguaggio visivo che “de-ri-struttura” ogni singola immagine fino a renderla inedita, subliminale, impattante e in certi casi (“Fashion Object”, “Rebel”, “Dutch”) destinata a esplodere, ad autodistruggersi fino al “dripping” e all’astrattismo. Patrick Corrado definisce “Metamorfosi dell’Apparenza” queste storie spettacolari, dalle grandi dimensioni, che si raccontano con grande precisione. Enigmatiche come certi collage di Jirí Kolár, coinvolgenti come i neodadaisti “Silkscreen Paintings” di Robert Rauschenberg, vedono gli iconici ritratti di Grace Kelly, Kate Moss e David Bowie sovrapporsi o amalgamarsi in un afflato di poesia a bouquets floreali. Altrove, i volti prendono a dialogare con creature “botticelliane” o col David di Michelangelo, al punto da innescare l’effetto “morphing”. E ancora, le nostalgiche suggestioni di “Ricordi” e le aggressioni grafiche e concettuali di “Women & Cars”, rimandano alla Figuration Narrative sociopolitica degli Anni ’60 e ’70. Con le “Compressioni”, infine, l’artista arriva a negare l’essenza stessa della Pop Art. Per farlo, dopo aver selezionato alcune sue opere, le affianca e le comprime creando impenetrabili spazi e interstizi. L’arte, in questo modo, non fa che reinterpretare se stessa.

Patrick Corrado's composition is not a clone of Pop Art. Nor is it a revival of what has already been seen, argued, and studied. For the Bergamo-based artist and designer, relaunching/reimagining everything "Pop" (as in "popular") from scratch means, first and foremost, decomposing and deconstructing photographic images, symbols, colors and writings that used to display their "glamorous", fashionable, cinematographic, cartoonist, and musical superficiality; and thus he reinvents everything with the help of the computer and translates it into a visual language that de- and re-constructs every single image to the point of rendering it unedited, subliminal, impactful and, in certain cases (such as "Fashion Object", "Rebel, and "Dutch"), bound to explode, to self-destruct until it becomes "dripping" or abstract art. Patrick Corrado defines these spectacular stories as "Metamorphoses of Appearance" that, on a large scale, are told with great precision. Enigmatic like certain collages by Jirí Kolár, immersive like Robert Rauschenberg's neo-Dadaist "Silkscreen Paintings", they feature the iconic portraits of Grace Kelly, Kate Moss, and David Bowie overlapping or blending together in a poetic breath reminiscent of floral bouquets. Elsewhere, the faces come to converse with Botticellian creatures or with Michelangelo's David, enough to trigger the "morphing" effect. And yet, the nostalgic suggestion of "Memories" and the graphic and conceptual aggressions of "Women & Cars" refer to the sociopolitical Figuration Narrative of the '60s and '70s. Lastly, with the "Compressions", the artist ends up denying the very essence of Pop Art. To do so, after selecting several of his works, he puts them side by side and compresses them, creating impenetrable spaces and crevices. In this way, Art accomplishes none other than the reinterpretation of itself.

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